Warning: Declaration of WP_SimplePie_Blog_Item::get_id() should be compatible with SimplePie_Item::get_id($hash = false) in /membri/audiovisione/wp-content/plugins/blogger-importer/blogger-importer-blogitem.php on line 24

Warning: Declaration of WP_SimplePie_Blog_Item::get_links($linktypes) should be compatible with SimplePie_Item::get_links($rel = 'alternate') in /membri/audiovisione/wp-content/plugins/blogger-importer/blogger-importer-blogitem.php on line 24

Warning: Declaration of Blogger_Import_List_Table::prepare_items($blogs, $JSInit) should be compatible with WP_List_Table::prepare_items() in /membri/audiovisione/wp-content/plugins/blogger-importer/blogger-importer-table.php on line 14
Pappi Corsicato, Chimera | Audiovisione
Crea sito

Pappi Corsicato, Chimera

Quel che ho sempre gradito di Pappi Corsicato è la voglia di fare un cinema diverso dalla media italiana.

E non parlo di qualità ma di generi cinematografici, temi e atmosfere. Se nei primi passi da regista il faro era forse Almodovar, qui il riferimento è alla Hollywood della sofisticated comedy con i suoi interni lussuosi, le sue spider, il suo sole melodrammmatico.

Un altro elemento importante del film è il clima da exotica e lounge music, con tanto di feste private, cocktail, improbabili divanetti e eleganza ai limiti del kitch. Non mancano i personaggi bizzarri come un illusionista che fa funzionare casa sua con dei versi della bocca oppure scopa sua moglie Desireé mentre la sottopone al numero della donna divisa in tre. Pappi ha fatto tutto: il regista, lo sceneggiatore (in collaborazione con Ivan Cotroneo), il costumista, lo scenografo e il selezionatore delle musiche.

Su quest’ultimo punto vorrei attirare la vostra attenzione: ho visto davvero pochi film italiani (quasi nessuno a dire il vero) con una scelta così accurata e appropriata della musica.

Si vede che il nostro ha gusti ricercati e – cosa che non guasta – aggiornati (come dimostra la presenza nella colonna sonora di Amon Tobin e Barry Adamson). E veniamo al sodo, perché fino a adesso vi ho descritto solo la superfice.

Il film è un discorso a spirale sull’amore. La felicità, l’equilibrio tra due persone Sal / Tore (insomma Salvatore) e Emma è una chimera, allora loro giocano a fare i personaggi e il regista gioca a far perdere la bussola allo spettatore.

I dialoghi si chiudono bene l’un l’altro ma nel complesso intorbidiscono le acque; solo l’illusionista sembra conoscere tutta la storia e per questo evita di iniziarne una simile con sua moglie. Il film mi piacerebbe molto per questo suo procedere a cerchi interrotti e incompiutezze (ci sono solo un paio di cadute di stile)

mi piacerebbe se non avessi sfortunatamente capito tutto…

Su altre recensioni leggerete che Corsicato si è ispirato a Douglas Sirk e a Hitchcock (e anche a me all’inizio giravano in testa questi nomi) ma ragazzi devo dirvi – e non prendetemi per pazzo – che questo film ruba (in maniera intelligente certo, da cinefilo raffinato) a man bassa da Strade perdute (Lost Highway) di David Lynch. La prima illuminazione l’ho avuta quando in un cocktail party si ascolta in sottofondo The Vibes ain’t Nothin’ but the Vibes di Barry Adamson: ho un improvviso dejavu… Strade perdute, stessa situazione, stessa musica dallo stesso album (solo che nel film di Lynch il brano era Something Wicked This way Comes). Mi volto un attimo e eccolo lì l’uomo-mistero: l’illusionista Tomas; chiudo gli occhi e ecco anche Mr.Eddie: Franco Nero.

A quel punto tutto torna: gli interni minimalisti in casa di Sal e Emma, la villetta familiare in stile modernista, Emma che fa l’amore con Mr.Eddie / Franco Nero e infine Sal / Tore, l’uomo dai due nomi e dai due volti. Mancano solo le videocassette consegnate dal misterioso corriere.

Sono sicuro che Pappi sotto tortura – tipo lo stillicidio cinese – confesserebbe: «Si, ho preso un capolavoro americano, un film incredibile, pieno di tensione e mistero, con una trama che sembra un cerchio che non quadra e ci ho fatto una commedia un po’ surreale e un po’ sofisticata con un finale un po’ del cazzo» (che cosa penosa quando Sal/Tore perde i baffi finti).

Nonostante questa imbarazzante scoperta vi consiglio lo stesso il film perché è girato con qualità: la mano di Corsicato si sta alleggerendo e ci sono delle sequenze come il lungo dialogo nel bosco che sono quasi magistrali.

Non escludo che in futuro da tutto questo possa uscire un giorno un capolavoro. Ma per adesso… bacchettate!